2026
ALLEGATO “B” AL
Rep.n. 64.371/15.214
STATUTO
Capitolo Primo
È costituita una Associazione religiosa a cui la signora Enrichetta Bianchi Carollo dette vita, denominata:
Essa è stata costituita in persona giuridica privata con Decreto del Vescovo Diocesano a norma del canone 312 del C.J.C. ART. 2. – Origine, spirito e ricorrenza
L’Associazione religiosa “Piccola Opera del Divino Amore” è sorta negli anni 1948/49 con l’intento di riunire delle persone disposte a indirizzare la propria vita secondo uno spirito di adorazione e di oblazione.
Stando a quanto lei ha detto e scritto, il nome fu ispirato da Gesù stesso il 22 febbraio 1952 e l’Opera venne consacrata alla Madonna del Divino Amore del santuario di Roma, il 26 dello stesso mese.
Lo spirito che deve animare l’Opera, è quello della Casa di Nazareth: vita contemplativa, carità e lavoro.
L’Associazione della “Piccola Opera del Divino Amore” celebra la sua festa principale nella solennità di Pentecoste.
La sede dell’Associazione è in Trento, fraz. Mattarello, via Guido Poli, n. 8.
L’Associazione avrà durata indeterminata.
Capitolo Secondo
L’Associazione religiosa opera senza scopo di lucro, persegue esclusivamente fine religioso e di culto e si propone in particolare di indirizzare la propria attività nella preghiera ed in attività di carità ed assistenza al prossimo.
Ai fini di quanto sopra le sorelle facenti parte dell’associazione risponderanno ai seguenti principi posti dalla fondatrice:
Dal diario spirituale:
Rimanete nascoste, che si senta di voi solo il profumo
(1949-1950).
Rimanete come miei Serafini in Cielo, col volto proteso a terra in spirito di adorazione (1949-1950).
Alla domanda della Piccola Mamma come ciò fosse possibile, la risposta di Gesù fu: “In spirito rimanete così”. (7/21976 – Così scrivendo la Piccola Mamma si rifà al 1949-1950).
Un riferimento evangelico: “è giunto il momento ed è questo, in cui i veri adoratori, adoreranno il Padre in spirito e verità, perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito e quelli che lo adorano, devono adorarLo in spirito e verità” (Gv 4, 23-24).
“Così Gesù ci vuole: serafini adoratori come Maria. Lei fu il primo serafino che adorò Gesù. E così è per noi”.
Ma la nostra vocazione, il, perché ci sacrifichiamo, è per i sacerdoti”. (Piccola Mamma 1962).
Dal diario spirituale:
“La nostra Missione è quella dei piccoli. Come nella famiglia i figli maggiori lavorano per il benessere della casa, i piccoli invece stanno vicino ai genitori ed altro non fanno che amarli e consolarli dei dolori eventualmente causati da qualche figlio non buono, riparando ed intercedendo per i loro fratelli, così è il nostro atteggiamento verso Gesù e Maria” (P. Mamma 1962
– Reg. cap. “Vita interiore”).
“Nei contatti con le persone, fare tutto quello che è richiesto dal dovere e dalla carità. Nel dovere e nella carità Dio aiuta, sostiene e nulla perde la nostra vita di serafini.
In questi contatti con le persone e le cose, la fiamma dell’amore e l’atteggiamento di adorazione non devono venir meno” (Regole 1962 – cap. I).
“Il tempo è prezioso e non bisogna prolungare i trattenimenti neppure di un minuto” (P. Mamma 1962 – Reg. cap. “Vita interiore”).
Capitolo Terzo
Sono Membri della “Piccola Opera del Divino Amore” coloro che hanno emesso o con il consenso del Vescovo emettono i voti privati di obbedienza, povertà e castità secondo le norme stabilite nel Regolamento e vivono insieme a Mattarello nella sede dell’Associazione.
Sono Cooperatori all’attività dell’Associazione coloro che, pur non emettendo detti voti privati e pur vivendo nelle rispettive famiglie, condividono gli ideali tracciati dalla signora Enrichetta Bianchi Carollo, Fondatrice dell’Associazione, ne perseguono l’attuazione pratica, apportando il proprio contributo di preghiera e di attiva collaborazione nel perseguimento di dette finalità.
Con il voto qualificato del Consiglio può essere dimesso un membro che non ottemperi le norme del presente Statuto e Regolamento.
Capitolo Quarto
Sono organi della Associazione:
L’appartenenza agli organi amministrativi e di controllo della Fondazione non comporta diritto a compensi o emolumenti salvo il diritto al rimborso delle spese vive sostenute per lo svolgimento delle funzioni del loro ufficio.
La sorella Maggiore è coadiuvata nel suo compito di governo da un consiglio democraticamente eletto, composto da quattro persone scelte dall’assemblea dei membri dell’Associazione. I membri del Consiglio rimangono in carica per un triennio e sono rieleggibili.
Essi si riuniscono su richiesta della Sorella Maggiore ovvero ogni qualvolta almeno due di essi ne faccia richiesta.
Le riunioni del Consiglio sono presiedute dalla Sorella Maggiore o dalla Vicepresidente in caso di sua assenza.
Al Consiglio competono tutte le decisioni di straordinaria amministrazione che poi la Sorella Maggiore metterà in esecuzione, nonchè quelle decisioni di ordinaria amministrazione per le quali la Sorella Maggiore chiederà di pronunciarsi.
Spetta alla Sorella Maggiore, come Presidente dell’Associazione, convocare e presiedere le riunioni assembleari della Associazione.
L’assemblea deve essere convocata almeno una volta all’anno e qualora la Sorella Maggiore o il Consiglio lo ritengano opportuno; la convocazione viene effettuata mediante invio di avviso di convocazione per iscritto da spedirsi con almeno 8 giorni di preavviso a tutti gli aventi diritto, con indicato l’ordine del giorno. L’avviso di convocazione va inviato anche ai soci Cooperatori. All’assemblea dei Membri spetta:
Tutte le deliberazioni devono essere decise collegialmente dall’Assemblea.
La riunione è validamente costituita con la presenza di almeno la maggioranza dei Membri dell’Associazione e delibera a maggioranza relativa. A parità di voti la Sorella Maggiore ha il voto di prevalenza.
Per la nomina delle cariche sociali risultano eletti coloro che hanno ottenuto il maggior numero di voti; in caso di parità si va al ballottaggio. Per la modifica dello statuto occorre tuttavia il voto favorevole di almeno i 3/4 dei presenti.
Qualora all’assemblea partecipino anche i soci cooperatori gli stessi hanno diritto di prendere la parola ed interloquire, ma non hanno diritto di voto.
Almeno una volta l’anno è convocata un’Assemblea a cui partecipano sia i membri che i cooperatori.
Il controllo contabile sulla gestione dell’associazione è esercitato da un Collegio dei revisori dei conti composto da tre componenti effettivi nominati dall’assemblea dei Membri. Il Consiglio di amministrazione provvede alla nomina dei componenti eventualmente non nominati ai sensi e nei termini di quanto sopra.
I componenti del Collegio dei revisori dei conti durano in carica tre anni, con scadenza in coincidenza dell’Assemblea annuale di approvazione del bilancio.
Delle riunioni del Collegio dei revisori dei conti è redatto verbale trascritto in apposito registro.
Il Collegio dei revisori dei conti:
Capitolo Quinto
Sostentamento economico ART. 17. Fonti di sostentamento L’Associazione provvede ai propri scopi:
Dal diario spirituale:
“La nostra vita è preghiera, lavoro e canto di inni liturgici, salmi, canti mariani.” (P. Mamma 1962 – Reg.) (cf. Col. 3,16). “Il canto dei Serafini in cielo, il Sanctus, dev’essere continuo nella nostra anima e cantato durante il giorno, anche a voce forte, sole o in comune”. (P. Mamma 1962 – Reg. cap. I) ART. 20. Avanzi di gestione
Gli eventuali avanzi delle gestioni annuali dovranno essere impiegati per il ripianamento di eventuali perdite di gestione precedenti, ovvero per il potenziamento delle attività della Associazione o per l’acquisto di beni strumentali per l’incremento o il miglioramento della sua attività.
Capitolo Sesto
Imitare le virtù della dolcissima Mamma [la Vergine Maria].”(P. Mamma 1962 – Reg.).
“La vita di pietà dei componenti la Piccola Opera del Divino Amore, sia pervasa dalla carità, senza invidie e gelosie, ben sapendo che saranno misurate secondo la misura che useremo noi con le sorelle spirituali e col prossimo” (1962 – Cost. art. 81)
“Gesù ci vuole sempre col volto sorridente… Tutte le cose che portano turbamento e agitazione vengono dal demonio. Dio dà solo la pace (P. Mamma 1962 – Regole).
“Senza la mortificazione lo spirito muore e non si può vincere il demonio e se stessi… L’intemperanza ottenebra lo spirito, rende deboli di fronte ai nemici e il demonio prende il sopravvento…” (P. Mamma 1962).
“Un’anima religiosa deve sacrificarsi fino all’ultimo per il dovere e la carità” (P. Mamma 1962 – Reg.).
“Per le anime non si soffre mai abbastanza. Quando si soffre, bisogna dire a Gesù: è per tuo amore e per le anime” (P. Mamma 1962 – Reg.).
Capitolo Settimo
È fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita della Associazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.
In caso di liquidazione ed estinzione della Associazione da qualsiasi causa derivante, il patrimonio netto residuo dell’ente sarà devoluto ad altro ente o istituzione che persegua finalità di religione e di culto analoghe a quelle dell’ associazione.
Al fine di provvedere alle attività di liquidazione l’Assemblea nomina un liquidatore che può essere scelto anche tra i membri del Consiglio di amministrazione uscente.
Trento, 01 febbraio 2010 F.to: Anna Maria Donà F.to: Marco Dolzani (L.S.)